Sara Sorda, una numismatica a servizio dello Stato

Antonio Tarasco

Commissario straordinario

Annali dell’Istituto Italiano di Numismatica 67-68 (pp. 5-8)

Sara Sorda non è più tra noi. Il 10 agosto 2022 è venuta a mancare la presidente dell’Istituto italiano per la numismatica. Nata 89 anni prima a Torremaggiore, il 31 agosto del 1933, la professoressa Sara Sorda
ha diretto l’Istituto Italiano di Numismatica dal 2010 fino alla sua scomparsa. A lei, chi scrive è subentrato, quale Commissario straordinario, il successivo 13 gennaio 2023, per volontà del Ministro della cultura, Gennaro Sangiuliano.

Nona presidente dell’Istituto (succeduta nel 2010 ad Attilio Stazio, Emerito di Numismatica nell’Università “Federico II” di Napoli, che lo governò dal 1991), Sorda era professore associato di Numismatica nell’Università degli studi della Tuscia, a Viterbo; era stata allieva universitaria di Laura Breglia (come il napoletano Attilio Stazio) che fu dal 1962 il primo Presidente dell’Istituto nell’Italia repubblicana, per quasi un trentennio, dopo le vicende del secondo conflitto mondiale e gli anni della gestione commissariale di Gaetano De Sanctis, dal 1943; di Francesco Pellati, dal 1952 e di Aldo Ferrabino, dal 1958. Come noto, l’Istituto – diventato pubblico con l’istituzione della Giunta centrale per gli studi storici e la costituzione degli Istituti storici nazionali – durante gli anni del Fascismo fu presieduto dal grande archeologo Amedeo Maiuri (dal 1936), dal Ministro dell’Educazione nazionale Cesare M. De Vecchi di Val Cismon (dal 1939) e dalla reggente Secondina Lorenza Cesano, conservatrice delle raccolte numismatiche del Museo nazionale romano.

Sara Sorda per quasi sessant’anni è stata una presenza costante nella vita dell’istituzione e della sua rivista, gli Annali della cui redazione entrò a far parte alla metà degli anni ’60. Diverse le funzioni ricoperte nell’Istituto nel corso di questo lungo periodo: ne è stata Segretario scientifico dal 1963 al 1973, anno in cui ne è diventata il primo Segretario Generale fino al 1982 quando, con il passaggio nei ruoli dell’Università, rassegnò le dimissioni. Non venne però meno il suo impegno nei confronti dell’istituzione: sotto la Presidenza di Laura Breglia prima e poi dal 1991 di Attilio Stazio ne fu Direttore scientifico e dallo stesso anno componente del Consiglio Direttivo; alla scomparsa di Attilio Stazio nel 2010 assunse la Presidenza.

Negli anni ’60 svolse anche il gravoso compito di coadiuvare nella cura della raccolta il conservatore della Collezione di monete di Vittorio Emanuele III, custodita a Palazzo Barberini, nella sede dell’Istituto dal 1954 fino al trasferimento di questa al Museo Nazionale Romano.

Profonda conoscitrice della storia dell’Istituto, dedicò allo studio della sua evoluzione il fondamentale saggio ricostruttivo L’Istituto italiano di numismatica dalla storia alla cronaca, pubblicato negli Annali dell’Istituto italiano di numismatica (1994, pp. 225–286), che rappresenta ancora oggi una delle principali e più documentate fonti per la conoscenza delle origini dell’Istituto che, come noto, deriva dall’Associazione privata di illustri studiosi nata nel 1912 e presieduta da Antonino Salinas, professore di archeologia nell’Università di Palermo dal 1865 di cui divenne prima Preside (nel 1880–1882 e 1893-1894) e poi Rettore (nel 1903).

L’attenzione alla cura del patrimonio numismatico è stata uno dei caratteri peculiari di tutta l’attività professionale di Sorda. Ha infatti coordinato l’azione e partecipato attivamente all’opera di riordinamento delle collezioni monetali italiane, uno dei compiti costitutivi dell’Istituto di numismatica; per un lungo periodo, è stata impegnata in prima persona nel riordinamento del medagliere e nello studio dei rinvenimenti monetari della Soprintendenza Archeologica delle Marche pubblicandone i risultati.

Allo studio rigoroso della moneta in tutti i suoi aspetti è stata dedicata anche la sua attività di insegnamento dall’anno 1975 fino al pensionamento avvenuto nel 2003, svolta in molte università – Trieste, Salerno, Perugia, e infine Viterbo – avviando alla ricerca numismatica molti giovani studiosi poi attivi nelle università, nei musei e nelle soprintendenze. Per la operosa presenza nelle istituzioni pubbliche e nelle discussioni scientifiche, nel 2002 venne insignita dal Presidente della Repubblica della Medaglia ai Benemeriti della Scuola, della Cultura e dell’Arte.

I suoi interessi scientifici sono stati rivolti soprattutto alle ricerche di preistoria monetaria e alla circolazione del bronzo nella penisola italica, allo studio e alla pubblicazione dei rinvenimenti monetari non solo in Italia; ha infatti partecipato anche a missioni archeologiche italiane all’estero e, soprattutto, in Africa. Costante nella sua attività scientifica e istituzionale l’attenzione ai temi della tutela e conservazione del patrimonio numismatico italiano testimoniata dalla partecipazione a vari incontri dedicati al tema e dalla organizzazione, nell’Istituto, il 9 dicembre 1997, del convegno dal significativo titolo La storia mutilata. La dispersione dei rinvenimenti monetali in Italia (poi raccolti in “Studi e materiali dell’Istituto Italiano di Numismatica”, n. 6 /1999). Nel saggio curato da Sorda (I rinvenimenti monetali italiani: legislazione e illegalità, pag. 11 ss.) si coglie l’accuratezza nel descrivere problemi e concetti giuridici nonostante la narrazione provenga da un non–tecnico del diritto. La precisione giuridica rivela la serietà della studiosa che, indipendentemente dall’oggetto, si impegna con eguale attenzione nell’analisi, nella
consultazione e citazione delle fonti. Lungimiranti anche le sue proposte, ancora attuali dopo oltre 25 anni: per rilanciare la numismatica e promuovere la legalità nella raccolta monetale occorre, secondo Sorda, “rendere più facile l’accesso alle collezioni”, atteso che le “chiusure” imposte dai musei, all’epoca dipendenti dalle soprintendenze, “contribuiscono ad alimentare nei cittadini la convinzione che consegnare ai musei italiani le monete rinvenute equivalga a seppellirle di nuovo” (pag. 33). Un monito etico rivolto, però, anche agli studiosi italiani cui formula l’invito a “rifiuta[re] di pubblicare nelle riviste, e di pubblicizzare nei propri lavori monete e collezioni di incerta provenienza; di utilizzare in forma anonima collezioni private; di collaborare a qualsiasi titolo con collezionisti ed operatori commerciali di non documentata virtù; di effettuare stime nel loro interesse”. Soltanto in tal modo, conclude con limpida chiarezza, “si eviterebbe (…) di dare aiuto più ai criminali che alla scienza”. In tal modo, Sorda dimostra come gli strumenti giuridici non possano essere disgiunti dagli impegni professionali di cui non possono non farsi carico anzitutto gli studiosi del settore.

La sua scomparsa ha lasciato un grande vuoto scientifico e umano nell’Istituto al quale ha dedicato le sue cure fino alla fine. Numerosi sono stati i messaggi di cordoglio inviati da esponenti del mondo scientifico: in tutti vengono ricordate con rimpianto la competenza e la curiosità intellettuale di Sara Sorda, la sua grande disponibilità e generosità nelle discussioni scientifiche, la dedizione alle istituzioni, la signorilità del tratto umano accompagnata da un sottile umorismo.

Il suo carattere schivo e la sua infaticabile laboriosità l’ha portata ad occuparsi più della numismatica che di fissare i punti fondamentali della propria carriera scientifica. Questo spiega, forse, perché non vi è una raccolta dei suoi scritti e sia assente una biografia nelle principali enciclopedie. Sembra opportuno, proprio in segno di gratitudine per la generosa opera prestata a favore dell’Istituto e della numismatica, colmare questo vuoto, facendo in modo che l’Istituto da lei con tanto amore vissuto ne raccolga gli scritti e le dedichi degli studi in memoriam.

(Scarica l’articolo al seguente link: AIIN 67-68 ns II)


Lascia un commento